Sorvegliare e punire

L’impressione è che si possa fare assolutamente di tutto, quando sia in ballo il profilo d’inimicizia politica assoluta rappresentato da Silvio Berlusconi. Non esiste più, per il solito tradimento delle élite, che abdicano al proprio ruolo da molti decenni, un criterio di sorveglianza e di sanzione efficace. Non esiste nell’educazione, nelle parole, nei comportamenti, nei fatti. L’intolleranza del character assassination corrisponde al millimetro al dilagare infido della tolleranza universale. Leggi Da Craxi a oggi, ecco che succede quando si attiva lo psicolabile di massa - Leggi Rosy non smentisce Bindi
15 DIC 09
Ultimo aggiornamento: 07:42 | 23 AGO 20
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L’impressione è che si possa fare assolutamente di tutto, quando sia in ballo il profilo d’inimicizia politica assoluta rappresentato da Silvio Berlusconi. Non esiste più, per il solito tradimento delle élite, che abdicano al proprio ruolo da molti decenni, un criterio di sorveglianza e di sanzione efficace. Non esiste nell’educazione, nelle parole, nei comportamenti, nei fatti. L’intolleranza del character assassination, e va preso alla lettera il concetto, visto che “character” è proprio la figura, la faccia, il lato pubblico di una personalità, corrisponde al millimetro al dilagare infido della tolleranza universale, che non è solo un fenomeno politico bensì anche linguistico, nel tempo del web e delle sue colossali potenzialità: di libertà e di schiavitù ideologica, di informazione limpida e di impostura, di giocosità e di irresponsabilità libidinale. Qualcosa deve essere proibito, in una società vitale e responsabile e libera: per esempio sbranare Berlusconi nella logica di branco del NoBDay, premessa supersimbolica di molti possibili souvenir. E di cose peggiori.